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IL FORNACIAIO DI PIZZIDIMONTEAgnese Patrizia e Silvio Biagini home page February 08 Discussione su RIFERIMENTI UTILIOctober 06 LA VECCHIA PAGINA WEB COSTRUITA NEL 1999 DAL BUON VECCHIO FRANCI DE MUROLa prima pubblicazione della pagina web che parlava dei ritrovamenti di Gonfienti si deve alla preziosa collaborazione del Dr.Francesco De Muro
L'INSEDIAMENTO ETRUSCO TRA PIZZIDIMONTE E GONFIENTI (PO) ( versione ripresa da http://dadacasa/DE MURO/
anno 1998 ) INTRODUZIONE Chi sono?
L'importanza di chi scrive e' piuttosto relativa, per questo è più facile scrivere chi non sono: non sono uno psicopatico che crede di essere il Pallottino (anche perchè in questo caso servirebbe un medium), non sono neppure un archeologofista (uno che viene preso da raptus maniacali per ogni frammento di ceramica intravisto in un campo appena arato), e non sono neppure un archeointegralista (uno che fermerebbe il mondo per salvaguardare il più banale dei reperti lasciatoci dai nostri avi). Se proprio devo dire chi sono, forse, potrei definirmi una semplice guida inascoltata, come ce ne sono a decine su questo territorio. Già, questo territorio, un territorio che da sempre mostra alla sua gente i segni concreti di importanti ed estese presenze archeologiche, ma che, sistematicamente e, si è portati a credere, magicamente, rimane nascosto allo sguardo di chi può deciderne le sorti. Quanto detto porta inevitabilmente ad
evidenziare l'importanza di documentare la tradizione e la
cultura di questi luoghi che, altrimenti, sarebbero destinate a
scomparire per sempre: un mondo agricolo ed artigiano, costituito
da un complesso di "culture" che ebbero un forte legame
con il territorio e soprattutto un grande rispetto di esso,
lascia man mano il posto ad un mondo senza radici che immola se
stesso sull'altare del' dio capannone (1). I dati riportati sono quanto piu' possibile
corretti, ma gli errori e le imprecisioni saranno comunque tanti
e tutti dovuti all'ignoranza non certo alla cattiva volontà. Per
tutto ciò nutriamo la speranza di poter essere supportati
dall'indispensabile aiuto di ricecatori ufficiali. Decio
Muro
(1) Zingarelli: "fabbricato industriale ad un solo piano fuori terra, destinato a magazzino, laboratorio, officina, etc.". --------------------------------------------------------------------------------------------------- La città Etrusca di Gonfienti Pizzidimonte
L'area dei ritrovamenti è localizzata al confine sud di Pizzidimonte in gran parte nel territorio di Gonfienti, al confine tra i comuni di Prato (PO) Campi (FI) e Calenzano (FI) a ca. 700 mt dalla antica chiesa di S.Martino a Gonfienti . I primi reperti sono stati rinvenuti nel 1996 nell'area denominata Pantano 2, equidistanti da Pizzidimonte e da Gonfienti di ca. 1000 mt., nei mesi successivi a ca. 500 mt dai primi, nuovi e più evidenti segni di una presenza etrusca nell'area confermavano l'ipotesi di un insediamento etrusco / arcaico nei pressi delle due frazioni del comune di Prato. Numerose fonti letterarie parlano di ritrovamenti nell'area di Pizzidimonte , a queste si aggiungono i rinvenimenti degli ultimi anni, e una serie di costruzioni che testimoniano l'importanza dell'area nel corso dei secoli :
Devo inoltre ricordare le segnalazioni e i ritrovamenti fatti a ca 3 Km nella vicina area di Travalle (Calenzano) e nelle aree vicine che testimoniano una costante presenza umana nella zona, presenza sicuramente legata alla viabilità, dettagliatamente studiata e pubblicata in tantissime opere (Piattoli / Lopes Pegna / Nuti / Fantappie' ) , ma legata anche a fattori geomorfologici propri dell'area ( risorgenze nella piana a poche decine di metri dalla Calvana, banchi di argilla depurata e non , banchi di calcare, boschi di querce ) .
Con quanto premesso e sulla base di una segnalazioni fatte da un contadino di Gonfienti, ho cercato, con scarsi risultati, per diversi anni una traccia della presenza umana premedievale nell'area . Sono riuscito a circoscrivere un'area sulla base della composizione del terreno e su quanto emergeva sullo stesso. Il terreno e' composto in maggior parte di argilla a differenze dei terreni a sud ed ad ovest piu sabbiosi e friabili, cosa che evidenziava un apporto di detriti dalla Calvana e dal torrente Marinella e altri torrenti oggi scomparsi, che avevano formato una striscia di terra a Nord del Bisenzio . In superfice non emergevano manufatti se non di piccolissime dimensioni ai quali non ero in grado di dare una collocazione cronologica, mentre si notavano molti ciottoli di fiume di arenaria (provenienza Bisenzio) che contrastavano con il substrato argilloso (provenienza Calvana Marinella). Altra particolarità geologica dell'area è rappresentata da due risorgenze a poche decine di metri a nord della Chiesa di S.Martino a Gonfienti nel podere detto BUCETO , risorgenze oggi completamente asciutte, ma che in passato con tutto un loro corollario di microrisorgenze che trasportavano in superficie strati di argilla scura caratterizzavano sicuramente la zona. Tutto questo mi faceva ipotizzare (ipotesi errata) la presenza di un gruppo di villanoviani dando per scontato un piccolo insediamento (o sacrario) di epoca successiva (Etrusco) nell'area dove sorge attualmente l'abitato di Pizzidimonte .
Al momento della realizzazione delle opere di urbanizzazione per la costruzione del complesso Interporto di Prato ho iniziato una ricerca sulle trincee di scavo che si è protratta per alcuni anni senza alcun risultato. Solo a Novembre. 1996 nella zona di Pantano 2^ (limite est dell'area interessata) compaiono in numero assai rilevante reperti e alcuni muri a cassaforma, immediatamente avvertita la Sovrintendenza guido la stessa in un primo sopralluogo durante il quale un tecnico della ditta appaltatrice informa l'archeologa del S.A.T che i lavori sono quasi terminati, manca solo un invaso di compensazione nell'area in prossimità di V.lla Niccolini (limite ovest dell'area interessata) ,esterno alla archeologa le mie preoccupazioni e la stessa assicura un controllo sugli scavi successivi come penso poi sia avvenuto . I lavori nell'area proseguono per parte del 1997 mettendo in luce in una area molto vasta un notevole quantitativo di reperti fittili (tra i quali un frammento di vaso a figure nere su fondo rosso, vasellame di uso comune con inclusi, coppe e vasellame in argilla depurata, tegole con inclusioni di mica, tegole in argilla depurata con inclusioni nere), nello scavo emergono anche fondamenta a cassaforma, i lavori non si fermano, ma vengono effettuati sempre nel 1997 due piccoli saggi che mettono in evidenza le fondamenta di costruzioni etrusco/arcaiche, anche il materiale fittile sembra confermare questa datazione del sito. L'area interessata ha inoltre fatto emergere ai propri limiti tracce di reperti Romani, questo potrebbe far pensare che siamo vicini alla mansio "AD SOLARIA" citata nella T.P.- Altri reperti vengono evidenziati durante questi anni ad una distanza massima dal primo rinvenimento di ca. 1,5 Km., l'area si presenta estremamente estesa, ma la zona con probabili tracce di antropizzazione si può circoscrivere tra i 9 e i 30 ettari,il quadro generale e le ricerche in superfice fanno ipotizzare che non si tratti, tranne nella parte centrale di un unica struttura, ma di alcune costruzioni, poste ai limiti di una struttura centrale, (insediamento/citta' vero e proprio ) l'orientamento dell'abitato sembra allinearsi con gli assi nord sud con uno scarto di pochi gradi . Inoltre da quanto osservato durante i lavori nell'area sembra delinearsi una serie di attività diversificate per zona : 1. Area Pantanello
( Pantano 2 ): rinvenimento di frammenti di grossi dolii
per la conservazione delle derrate alimentari, microframmenti di bucchero fine,
muri a cassaforma (con una maggiore presenza di blocchi di alberese)
fa pensare a delle attività agricole legate a questa area . 2. Area tra la Croce di Abramo e V.lla Niccolini, nella parte più vicina a Pizzidimonte i manufatti sono più ricchi, gli stessi tegoloni sono fatti di un argilla più depurata con inclusi di grafite invece della argilla locale con inclusi di mica, da qui tra l'altro proviene il piccolo frammento di ceramica a figure nere, mentre attorno alla stessa area appare evidente un suo utilizzo a livello artigianale rosticci di fusione, blocchetti di mica e grafite (forse di provenienza ligure), una grossa quantità di residui di carbone (quercia) numerosissimi frammenti di calcite con angoli taglienti, frantumazione della stessa in loco o per la lavorazione dell'argilla (inclusi bianchi di molti reperti ) o per abbassare il punto di fusione (improbabile) del bronzo e o ferro. 3. Altre zone (zona mulino Corsi, zona V.lla Niccolini/fiume Bisenzio, zona sotto ferrovia) hanno fatto emergere in superfice, tenue tracce di epoca etrusca e medioevale, i reperti e lo strato antropizzato sembrano indicare una possibile presenza etrusca in aree lontane dai saggi di scavo .
Particolarmente interessante è l'aspetto della viabilità e il delinearsi di un'altra importante strada per il nord oltre a quelle storicamente certe , la connessione tra il bacino Firenze Pistoia e il Mugello attraverso la Val Marina passando da Travalle, Carraia, etc. Il toponimo Gonfienti potrebbe far pensare alla confluenza di strade, ed è difficile pensare ad un passaggio del Bisenzio (sempre che il suo corso, non sia stato modificato nel corso degli anni) in zone diverse da quelle comprese tra Capalle e Ponte Petrino a Prato. LE ANALOGIE CON ALTRI CENTRI (...in preparazione)
Il 24 agosto 1999 sono
iniziati saggi di scavo, nell'area dell'interporto, finanziati dalla Societa' Interporto,
realizzati dalla Coop. Archeologia di
Firenze sotto la direzione dell'Ispettore di zona della
Sovrintendenza Archeologica di Firenze (S.A.T.)
la Dr.ssa Poggesi Gabriella
, con l'assistenza della Signora Bocci Elisabetta . AGGIORNAMENTO DICEMBRE 1999 Alla fine del 1999 sono
state eseguite ricerche su una vasta area dell' Interporto
con l'ausilio di un GEORADAR. La macchina capace di rilevare e digitalizzare tracce di materiale compatto anche a qualche
metro di profondità e a visualizzare i risultati su video o su carta
tramite CAD o simili .
Da diversi mesi articoli apparsi su quotidiani locali cercano di sminuire il ritrovamento definendolo " un muro isolato ". Le accuse piu' o
meno velate al poveri artigiani Etruschi sono di ostacolare la costruzione
dell' Interporto di Prato , probabilmente si tratta di una congiura di qualche
" Principe Guerriero " invidioso dello sviluppo economico di
Prato.... Ma sarà grazie a questi articoli del Tirreno e ad altri servizi pubblicati su TV Prato se molti pratesi e non decidono di prendere carta e penna e di scrivere lettere di indignazione a giornali e al Comune, finalmente la città del prof. Ammannati, la citta' del prof Grassi , la citta' del prof Nuti e del Nannicini ha un moto di orgoglio che da tempo in tanti aspettavamo.- AGGIORNAMENTO GIUGNO 2000 L'assessore alla cultura del comune di Prato ha comunicato che gli scavi riprenderanno nella bella stagione, i rilievi con il georadar hanno dato risultati soddisfacenti e sulla base di questi risultati piu' squadre di archeologi torneranno al lavoro nell'area di Gonfienti . A Ottobre si terra' a Carmignano un convegno sulle citta' dell'Etruria Settentrionale ( ... forse il Principe Guerriero cavalchera' fino alle paludose ed infide terre di Gonfienti ? ...) AGGIORNAMENTO OTTOBRE 2000 Sono ripresi nel mese di
Luglio gli scavi nell'area dell'Interporto di Prato ,
l'area scavata e' molto ampia e si sviluppa tra casa Ciabatti ( v.IGM 1:25000) e il bacino di compensazione oggetto degli
scavi dello scorso anno . Alcuni pastori tornano con le capre del loro padrone passando per il decumano della citta', l'odore e' forte e il belare si confonde con le grida dei bambini il tintinnare dell'incudine lo stridere delle ruote , i pastori parlano con i servi del fabbro, hanno portato il gregge poco lontano su un vasto prato ad ovest, qualcuno ha letto sul fegato di una loro pecora che non sara' la gente del nord a distruggere la loro citta' , ma un popolo di mercanti di stracci chiamato " Pratesi " Il momento e' particolarmente delicato e ancora non tutti sembrano comprendere l'importanza del ritrovamento, soprattutto non si capisce se a Prato sono predominanti gli interessi economici o gli interessi di un agglomerato di case , tra l'altro tutte abusive malmesse e che non hanno mai pagato l' I.C.I. da 2500 anni - AGGIORNAMENTO
OTTOBRE 2000 (27/10/00)
Da
alcune settimane la situazione, nell'area di Gonfienti
sembra avviarsi verso un felice esito soprattutto dopo la visita dell' assessore alla cultura della Regione Toscana Prof. Arch. Mariella
Zoppi . Sembra anche ben
congeniato la serie di incontri che si terranno ad
Artimino a partire da domani sera 27/10/2000 sul tema " la citta' etrusca" dove si parlerà dell'Insediamento di
Artimino, ma anche di Prato Etrusca e noi speriamo che finalmente venga
presentata in maniera ufficiale e da chi ne ha competenza : ..............LARGA E' LA FOGLIA STRETTA E' LA VIA DITE LA VOSTRA CHE IO HO DETTO LA MIA ...............
SCRIVETEMI (mailto:bvbiag@tin.it)
LE VOSTRE IMPRESSIONI Il Bronzetto di Pizzidimonte
NOTE KOUROS (1 ) sm. gr. (pl. koûroi). Ragazzo, giovane. Nel linguaggio archeologico, termine con cui si indica il tipo della statua virile nuda, stante, votiva o funeraria, diffuso nella scultura greca arcaica dalla seconda metà del sec. VII agli inizi del V a. C. insieme a quello femminile della kóre. Il k. (un tempo detto anche tipo di Apollo) poteva avere proporzioni normali o colossali (fino a 3 m di altezza) e rappresentava per lo più una figura astratta, anonima, anche se taluni sono stati collegati a determinati personaggi (Cleobi e Bitone, Delfi, Museo Archeologico; k. raffigurante forse il dio Apollo, Atene, Museo Archeologico). La scoperta di numerose statue di k. in necropoli e santuari ha permesso di seguire lo sviluppo del tipo nello stile delle diverse zone e la progressiva scoperta da parte degli scultori dell'armonia e perfezione del corpo umano.( da GEDEA De Agostini ) 2 ) FUFLUNS
nome di una divinità etrusca, corrispondente al Dioniso(2a) greco e al Liber
romano, che compare su specchi, scarabei e vasi etruschi.
In un bronzetto arcaico di Modena F. appare barbato e con
una lunga veste, altrove è talvolta raffigurato nudo, in
forme efebiche. 3) POTORIO agg. non com. [sec. XX; dal lat. potorius]. Che concerne il bere: vaso p., recipiente usato per bere. 4) CHITONE sm. [dal gr. chiton-ônos, tunica, di origine semitica]. Nell'antica Grecia, capo principale e caratteristico dell'abbigliamento per i due sessi, generalmente di lino o di lana leggera. Si portava a diretto contatto con la pelle ed era costituito da un taglio di stoffa rettangolare chiuso sui due lati, completamente o dalla vita in su; era fissato su una o su entrambe le spalle con fibule, che determinavano le aperture per collo e braccia, e stretto alla vita da un cordone. In origine tutti i Greci portavano il c. corto (c. dorico) la cui classica semplicità restò invariata per molti secoli. Più tardi (sec. VII a. C.) si preferì il c. ionico proveniente dall'Asia Minore, più lungo, ricco e confezionato in tessuti pregiati, conformemente alla sua origine orientale. La foggia del c. variava nella lunghezza, nella ricchezza del drappeggio e delle guarnizioni in rapporto all'età, al sesso, alla posizione sociale e alla regione geografica. Dal c. derivò la tunica romana e bizantina, da cui si sviluppò l'abito sciolto dell'alto Medioevo, che rappresentò il passaggio dal costume antico in forma di camicia all'abito “tagliato”, apparso nel sec. XI e caratteristico dell'abbigliamento moderno. 5) TURMS o HERMES
(gr. Hermes; lat. Hermes). Dio greco caratterizzato da un
campo d'azione extracosmico, ossia sottratto ai normali
ordinamenti e schemi di vita. Ci si rivolgeva alla sua
protezione ogni volta che si lasciava la sede abituale
per affrontare l'ignoto, come accadeva ai viaggiatori, ai
commercianti, ai messaggeri. E. proteggeva anche
l'estremo viaggio ed era invocato come
“psicopompo”, ossia “conduttore delle
anime” nell'al di là. La sua protezione era quindi
una garanzia di continuità dell'ordine cosmico anche
nella sfera dell'extracosmico. L'elaborazione della
figura di ErmeteLa figura di E. deriva dall'elaborazione
politeistica di un personaggio ricorrente in molte
mitologie primitive, il trickster (ingl. mariuolo), un
essere caratterizzato come ladro, spergiuro, orditore di
inganni, ecc., tutte connotazioni di un'attività fuori
dell'ordine. Questa attività poteva essere richiesta a
un dio, quando determinate circostanze mettevano in crisi
l'ordine vigente. A tale riguardo E. era anche il dio
dell'accidentalità, della casualità, di ciò che
avviene rompendo gli schemi abituali; era protettore
della cleromanzia, la divinazione fondata sul caso, in
contrapposizione ad Apollo, dio della mantica ispirata,
ossia subordinata al volere di Zeus. Era messo in
relazione con dee per altri aspetti ugualmente
extracosmiche (Proserpina, Artemide, Afrodite) e veniva
considerato padre di esseri perturbatori dell'ordine,
quali Eros, Ermafrodito e Pan. La sua capacità di agire
al di fuori degli schemi abituali lo faceva quasi
depositario di una sapienza segreta, trascendente
l'ordine mondano: questo aspetto si esprimerà più tardi
nell'ermetismo*. I Romani lo identificarono con il loro
dio Mercurio*. L' iconografiaLa più antica forma di
rappresentazione di E. fu l'erma*, accanto alla quale
già nel sec. VI a. C. comparvero raffigurazioni
antropomorfe del dio, rappresentato solo o con altre
divinità, nei vari episodi del suo mito e nello
svolgimento delle sue funzioni; spesso, p. es., compare
come divinità d'oltretomba e come scorta dei defunti
nell'Ade (kýlix di Epitteto, Roma, Museo di Villa
Giulia; rilievo delle colonne dell'Artemision di Efeso)
e, in quanto dio delle greggi, con un ariete sulle spalle
(E. crioforo). Per tutto il periodo arcaico E. appare (su
vasi a figure rosse e a figure nere, su rilievi, in
statuine, bronzetti, ecc.) sempre barbato, vestito di un
breve chitone, munito del caduceo, con il berretto a
punta da pastore o il petaso a tesa larga da viandante e
alti calzari. In seguito, al tipo barbato si sostituì
quello imberbe, giovanile, nudo, talora con il mantello
sul braccio o sulla spalla, con cappello munito di ali
(come i calzari) o anche a testa nuda. Così appare su
monete, in rilievi (fregio orientale del Partenone, dove
siede accanto a Dioniso), nella scultura a tutto tondo
(Hermes Ludovisi, ca. metà sec. V a. C., Museo Nazionale
Romano). E. è anche raffigurato sovente con il piccolo
Dioniso in braccio (statua di Olimpia attribuita da
Pausania a Prassitele). |
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